02 Gen 2011 Consolidamento delle volte in muratura

Volta a botte in folio in fase di consolidamento
Negli interventi su edifici esistenti — e in particolare su quelli storici — sempre più spesso si preferiscono soluzioni meno invasive e più compatibili rispetto alla tradizionale cappa in calcestruzzo armato. Tra queste, una delle tecniche che utilizziamo con maggiore frequenza è il rinforzo mediante sistemi FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix).
Si tratta di sistemi costituiti da reti o tessuti in fibra (acciaio, vetro, carbonio, ecc.) annegati in una matrice inorganica a base di calce, quindi compatibili con le murature storiche.
A differenza delle soluzioni tradizionali, il rinforzo FRCM:
- ha spessori molto ridotti (ordine del centimetro);
- comporta un incremento di peso limitato;
- migliora il comportamento strutturale senza alterare in modo significativo rigidezza e distribuzione delle masse ;
- risulta più compatibile e traspirante, caratteristica fondamentale nel costruito storico.

Volta consolidata di Palazzo Pilo Boyl a Pisa
Tra gli errori più praticati in passato va annoverato sicuramente l’eccessivo spessore della cappa in cemento armato che porta ad una rigidezza eccessiva della stessa con conseguente scarico della volta in laterizio. Un altro errore ricorrente è l’aumento delle masse in gioco con conseguente stravolgimento della situazione di carico. Oggi invece si tendono a realizzare cappe in cemento molto sottili (4-8 cm) che collaborano con la vecchia struttura senza sostituirsi ad essa.
![]() |
| una cappa armata eccessivamente rigida può portare allo scarico della volta |
Non è la tecnica a fare la differenza
Ed è qui il punto più importante. FRCM, interventi da sopra, da sotto, tiranti… non esiste una tecnica giusta in assoluto, anche perché non esiste una volta uguale ad un’altra! Nel nostro lavoro la scelta del sistema di rinforzo dipende sempre da una serie di fattori:
- il quadro fessurativo;
- la geometria della volta;
- lo stato dei materiali;
- i carichi presenti e futuri;
- la possibilità di intervenire dall’estradosso o dall’intradosso;
- i vincoli architettonici e di conservazione.
La vera differenza non sta nella tecnica che si utilizza, ma nella consapevolezza con cui la si sceglie e, soprattutto, nella cura dei dettagli, sia in fase di progettazione che durante l’esecuzione in cantiere.
Conclusione
Il rinforzo con FRCM (sia da sotto che da sopra) rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci quando si vuole migliorare la sicurezza e rispettare le splendide volte su cui abbiamo la fortuna di intervenire e vivere.
Serve conoscenza della struttura, esperienza e capacità di leggere il comportamento della volta.
Perché ogni edificio racconta una storia diversa.
E il progetto strutturale dovrebbe sempre partire da lì.
