CONSOLIDAMENTO DELLA COPERTURA E DI UNA VOLTA DEL CASTELLO DEI VICARI A LARI (PI)

 

Committente: Comune di Casciana Terme Lari
Luogo: Lari (PI)
Progetto e DL Architettonica: Arch. Lavinia Tenchini
Progetto e DL Strutturale: Ing. Braian Ietto

 

Cosa abbiamo fatto
Nel settembre del 2019, la rottura improvvisa di una delle travi principali che sostenevano la copertura del Salone “Pietro Leopoldo di Toscana”, noto anche come Salone dei Tormenti, ha imposto un intervento urgente e mirato. Le linee guida del progetto si sono concentrate su una soluzione veloce, economicamente sostenibile e rispettosa del pregio storico dell’edificio. Oltre a questo intervento, ci siamo occupati di consolidare una volta e una parete lesionate.

 

La storia del Castello
Il Castello dei Vicari di Lari si erge al centro del borgo medievale di Lari. Risalente all’XI secolo, fu sede del Vicariato fiorentino dal XV secolo, ospitando prigioni, un tribunale e una cancelleria. Dopo secoli di modifiche e restauri, il Castello è oggi un museo didattico, aperto al pubblico dal 1991.

La copertura del Salone dei Tormenti
La copertura del Salone presenta una pianta pressoché rettangolare di circa 7,50 x 12,20 metri. Due puntoni in legno sostengono tre travi secondarie orizzontali, sopra cui poggiano travicelli e mezzane in cotto. La stratigrafia include inoltre un pannello in polistirene, una cappa in calcestruzzo, una guaina bituminosa e un manto di embrici e coppi in cotto. Un’anomalia rilevante è la presenza della soletta al di sopra dell’isolamento, piuttosto che a diretto contatto con lo scempiato di cotto. Prima dell’intervento, uno dei puntoni, danneggiato, era sostenuto da tre baggioli in muratura che lo riallineavano al livello delle travi secondarie.

 

La rottura della trave e la sfida del progetto
Nel 2019, la trave lunga 7,50 metri ha subito una rottura improvvisa in corrispondenza di un nodo critico. La sua sostituzione con un nuovo elemento ligneo si è rivelata impraticabile a causa delle difficoltà logistiche e del peso considerevole (oltre 800 kg). Inoltre, l’accesso limitato al Castello, situato in cima a una scalinata, ha imposto una strategia di intervento mirata e poco invasiva.

Strategia dell’intervento e soluzioni progettuali
L’obiettivo principale è stato il ripristino della funzionalità statica della trave danneggiata, garantendo al contempo il rispetto dell’integrità architettonica del Castello. La soluzione scelta ha permesso di combinare rapidità di esecuzione, sostenibilità economica e durabilità, minimizzando l’impatto sull’edificio storico.

Le limitazioni logistiche hanno reso necessario un intervento interamente dall’intradosso della copertura. L’impossibilità di trasportare una nuova trave in legno ha portato all’adozione di una soluzione in acciaio: due profili IPE270 accoppiati, assemblati in tre parti per agevolare il trasporto e la posa in opera. Le travi sono state giuntate in quota mediante giunti bullonati e irrigidite con barre filettate e piatti anti-sbandamento.

 

La soluzione di integrazione con l’esistente
Per preservare l’estetica storica del salone, la trave originaria è stata sezionata, scavata e trasformata in un rivestimento a U, nascondendo i profili metallici. Questo involucro ligneo è stato appeso ai profili metallici e trattato per eliminare la visibilità degli elementi di sostegno e delle giunzioni.

Volta Sala del Vicario e parete Sala del Tribunale
L’intervento ha avuto l’obiettivo di ripristinare le lesioni presenti e migliorare il comportamento statico delle strutture, intervenendo sulla causa principale individuata nel mancato ammorsamento tra le pareti ortogonali.

Nella Sala del Vicario, il restauro è stato concordato con la restauratrice per garantire il miglior compromesso tra efficacia strutturale e tutela delle decorazioni pittoriche emerse. Il ripristino della lesione ha previsto l’inserimento di cunei in ottone, seguito da intonacatura a calce e tinteggiatura in armonia con le superfici esistenti.

Nella Sala del Tribunale, l’intervento ha previsto l’applicazione di una rete in fibra naturale di basalto e acciaio inox in corrispondenza delle lesioni, integrata con connettori a fiocco inghisati nella muratura con malta di calce. A cavallo della lesione verticale sono state inserite barre in acciaio inox Ø10 di circa 50 cm di lunghezza, posizionate nei giunti di malta a file alterne e successivamente reintegrate con malta a base calce. A completamento, è stato inserito un architrave a sostegno dell’apertura esistente.

Il risultato finale
L’intervento, pur nella sua semplicità concettuale, ha richiesto un’attenta pianificazione per superare i vincoli logistici e storici del sito. Grazie alla perizia delle maestranze, la soluzione adottata ha permesso di ottenere un risultato praticamente invisibile, mantenendo inalterato l’aspetto storico della copertura. La buona riuscita dell’intervento ha convinto l’amministrazione, in accordo con la Soprintendenza, a estendere la stessa soluzione anche alla seconda trave, che pur non presentando segni di criticità, rappresentava un potenziale punto di vulnerabilità strutturale.

Articoli sull’intervento
Calcolostrutturale.com

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