Il ponte sulle Stretto di Messina di Musmeci

Nello scorso articolo abbiamo parlato del “Concorso internazionale di idee per un collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia ed il continente” del 1969 e del progetto proposto dall’Ing. Pier Luigi Nervi. In questo articolo parliamo di un altro progetto premiato al concorso: quello dell’Ing. Sergio Musmeci.
Musmeci


Il ponte di Musmeci
Ecco il ponte raccontato dallo stesso Musmeci:
"La realizzazione dell'attraversamento viario e ferroviario dello stretto di Messina può divenire un problema di opere marittime, oppure, alternativamente, un problema di grande luce libera (3.000 m). Questa proposta nasce dalla convinzione che il secondo problema consente soluzioni più controllabili tecnicamente e quindi economicamente, in quanto svincolate dalle molte incognite poste da ogni eventuale opera in mare: forti correnti, fondali profondi e instabili, oltre che poco conosciuti dal punto di vista geotecnico. Tutti problemi acuiti dalla forte sismicità della zona.Una luce di 3.000 m è più del doppio della luce più grande finora esistente, che è quella del ponte Giovanni da Verrazzano a New York, realizzato nel 1964, (1.298 m), ma bisogna subito rilevare che questa luce è rimasta praticamente inalterata dagli anni Trenta; il Golden Gate di S. Francisco (1.280 m) è del 1937 e da allora vi è stato un notevole progresso tecnologico nel campo degli acciai strutturali. Ma soprattutto va rilevato che nei più grandi ponti sospesi esistenti il rapporto fra la freccia e la luce è solo 1/10 e ciò indica chiaramente che le luci possono essere notevolmente aumentate; portando questo rapporto a 1/5, si possono avere luci doppie senza modificare la sezione dei cavi. Ciò che aumenta sensibilmente è l'altezza dei piloni. […]
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Il ponte che si propone è in tensostruttura; la presenza di cavi traenti lo stabilizza molto efficacemente nei riguardi del vento e delle azioni sismiche. Gli studi e le esperienze già acquisiti per questo tipo di strutture assicurano la fattibilità tecnica ed economica dell'opera. Ma ci sono ragioni che trascendono sia la tecnica che l'economia, intese in senso stretto, e che spingono ad accettare per intero la sfida offerta dai 3 km dello stretto. Sono ragioni di politica generale, di psicologia sociale e di promozione civile e culturale: il ponte sullo stretto deve essere concepito come un'opera di avanguardia da affrontare con lungimiranza, decisione e coraggio, perché, alle soglie del 2000, è una occasione unica per stimolare l'intraprendenza della nazione nel campo delle grandi realizzazioni costruttive e per qualificarne il rango fra i popoli di avanzata civiltà tecnica.
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Il progetto prevede due piste autostradali larghe 15 metri ciascuna per complessive otto corsie delle quali due per la sosta, e due binari ferroviari con pendenze massime del 10%. Le antenne in acciaio di elevate caratteristiche (tipo T I) dovranno sorgere al limite fra il mare e le due sponde; la loro pianta è a forma di stella a tre punte ed esse saranno accessibili grazie ad un sistema di ascensori. […]
Questo è stato l'intendimento che ha ispirato il progetto. Oggi dobbiamo Inventare il futuro, proiettando in esso quell'armonia fra ragione e natura Che è il più prezioso patrimonio ideale che ci ha lasciato la civiltà classica."

Ing.S.Musmeci


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Per saperne di più sulla storia del ponte sullo Stretto di Messina:
http://spacelab.myblog.it/archive/2011/01/10/forma-e-sostanza-a-proposito-di-libeskind-e-del-ponte-sospes.html




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3 commenti:

  1. Ricordo che il mio prof. di ponti all' università (A.Raithel) si era espresso molto scetticamente sulle possibilità di un tale ponte . FV

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  2. Tra le realizzazioni più interessanti del secolo scorso non può non segnalarsi il ponte ideato e costruito da Sergio Musmeci a Potenza, quasi 50 anni fa, prima dell'avvento del calcolo automatico con l'ausilio del computer. Un'opera di ingegneria che è anche un'opera d'arte.

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