Il Ponte sullo stretto di Pierluigi Nervi


Il concorso del 1969
L’ANAS bandì nel 1969 un “Concorso internazionale di idee per un collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia ed il continente”. In risposta a tale bando furono presentati, nel 1970, ben 154 studi, 85 dei quali furono accettati dalla Commissione Internazionale Giudicatrice. Di questi ultimi 45 proponevano una soluzione con ponte, 19 con tunnel e 21 con ponti galleggianti, istmi, dighe o altro. La commissione giudicatrice composta da docenti universitari ed esperti italiani e stranieri, il 25/11/1970 assegnava 6 primi premi e 6 secondi premi, adottando la soluzione di premiare ex aequo le migliori soluzioni per ogni tipo proposto.
Primi premi:
  • 1 campata unica di 3000 metri di luce - Gruppo Musmeci
  • 3 campate 770-1600-770 metri - Gruppo "Ponte Messina Spa"
  • 4 campate di 465-1360-1360-465 metri - Gruppo capeggiato da Montuori
  • 5 campate 500-1000-1000-1000-500 metri - Technital
Il ponte a luce unica di 3000 m presentato dallo Studio Nervi vinse il secondo premio anche se fu molto criticato dalla giuria (insieme ad altri):





...risulta subito evidente che alcune delle soluzioni proposte sono del tutto non realistiche e ricadono nella categoria delle “acrobazie strutturali”. I sistemi di sospensione presentati schematicamente in tali proposte riflettono tecnologie strutturali che sono non solo teoretiche ma anche del tutto superflue. Che bisogno v’è infatti di ricorrere a sistemi di sospensione complicati, non ancora provati e, direi, adirittura bizzarri quando si può disporre di configurazioni strutturali semplici, lineari e già ben sperimentate?. Qualsiasi soluzione che venga meno alla ben nota regola della chiarezza e semplicità strutturale deve essere considerata ipso facto sospetta. Il Rapporto dichiara che le tensostrutture a campata unica non sono fattibili e sono perfettamente d’accordo con tale conclusione” 
parere di un membro della consulta - relazione di sintesi generale


 “...una prima analisi della complessa struttura porta alla conclusione che il ponte [di Nervi - NdA] appartiene più alla famiglia delle tensostrutture che a quella tipica dei ponti sospesi. Poiché gli effetti prodotti dalle azioni del vento sulle due funi portanti sono diversi, ciò puo condurre a conformazioni instabili dell’intero sistema”. 
sentenza commissione


Il ponte sullo stretto di Messina di Pier Luigi Nervi
"Ogni mio sforzo è stato diretto ad eliminare quello che si è manifestato essere il vero punto debole dei grandi ponti sospesi, ossia la scarsa stabilità laterale degli impalcati nei riguardi delle azioni orizzontali indotte dal vento. Il rapporto tra la larghezza dell'impalcato e la sua lunghezza è già prossimo ad un valore limite nei maggiori ponti sospesi realizzati; nel caso presente sarebbe stato molto al di sotto di tale valore, sicché lo schema tradizionale di ponte sospeso con funi parallele doveva essere necessariamente abbandonato. Riflettendo sul problema di una intrinseca stabilità trasversale dei cavi e per conseguenza dell'interno dell'impalcato, mi convinsi che tale stabilità sarebbe stata ottenuta in modo del tutto spontaneo qualora i due cavi anziché paralleli fossero stati disposti in modo da formare delle curve sghembe, con un andamento parabolico sia nella proiezione verticale sia nella proiezione orizzontale. Per ottenere questo è indispensabile che i sostegni delle funi ad ognuna delle due estremità siano sensibilmente distanziati tra loro, salvo a solidarizzare cavi e impalcati nelle sezioni di mezzeria."
P.L. Nervi

Nervi propone un ponte sospeso ad unica campata di lunghezza superiore ai 3km mentre, a quei tempi, il ponte sospeso di lunghezza maggiore era di 1300 metri. Quattro enormi piloni di forma complessa, alti 392 metri, due per sponda, ben distanziati, sostengono i cavi di sospensione, disposti su piani inclinati, ravvicinati al centro fino a divenire tangenti con l’impalcato. L’impalcato ha sezione trapezoidale ed è chiuso da travi reticolari.
13 ponte - nervi
Ponte Nervi prospetto
F05614
Curiosità
A un giovane collaboratore che lo sconsiglia dal partecipare al concorso per il ponte sullo stretto - un'impresa troppo difficile, e rischiosa - l'anziano maestro rispose seccato: "Ma lei è più vecchio di me!".


Un altra bellissima proposta per il ponte sullo stretto è quella di Musmeci.

Riferimenti:
- Pierluigi Nervi, Tullia Iori, Motta Architettura;

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4 commenti:

  1. arch bernardo re25 novembre 2013 19:42

    Quello di Nervi come del resto quello di Musmeci sono stati i progetti più affascinanti del concorso. Io ho avuto la soddisfazione di occuparmi del problema nella mia Tesi di Lauea in Scienza delle Costruzioni, Facoltà di Architettura dll'Università d Napoli Federico II nell'ormai lontano 1982, relatore prof. Ing. Giovanni Castellano coorelatori prof. Ing Vittorio Nascè, prof. arch. Carlo Alberto Castagna con la supervisione per la parte al calcolatore dell'ing. Antuono Castagna. Due anni e mezzo di lavoro, modello e pubblicazione finale: una bella impresa. Chi fosse interessato, può darci un'occhiata nel sito "archiportale.com" arch. Bernardo Re. Visitai in lungo e in largo il magnifico stretto, andai alla Stretto di Messina spa per avere informazioni sul sito e prima di partire studiai alcune fra le più afascinanti proposte. Sentire criticare i due progetti come non fattibile mi ha sempre dato un certo fastidio condito d una forte dose di scetticismo. Complimenti per il sito, cordiali saluti, arch Bernardo Re

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    1. Che esperienza splendida che hai fatto. Musmeci e Nervi sono stati due ingegneri visionari (in senso positivo), i migliori per quel che mi riguarda. Hanno avuto la sfortuna di essere italiani.

      Braian

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    2. arch bernardo re13 dicembre 2013 12:20

      Loro sono state le punte di diamante di un gruppo che era fra i migliori al mondo: credo che con la loro presenza il nostro peso in Europa sarebbe stato diverso e non avrebbero consentito l'abbandono delle "tensioni ammissibili"; abbiamo consentito agli Europei di venire a lavorare subito e facilmente in Italia precludendo alla stragrande maggioranza dei nostri sia di andare all'estero che di proseguire ad operare con continuità nel nostro paese. Manovra incosciente e deleteria. Buttati al vento oltre settant'anni di primati.

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  2. arch bernardo re25 novembre 2013 19:44

    rettifica: ..... prof arch Carlo Alberto Anselmi con la supervisione ...... . Mi scuso, arch bernardo re

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