Resistenza caratteristica a compressione del calcestruzzo

Sottotitolo: "Normativa vs Scienze delle Costruzioni"

Uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente una volta usciti dall'università è la differenza che c'è (a volte) tra fare una cosa giusta, cioè seguendo le regole della scienza, e fare una cosa "a norma" cioè seguendo alla lettera le normative. Prendiamo ad esempio la resistenza a compressione del calcestruzzo: se noi prendiamo due provini di calcestruzzo con la stessa area ma di sezioni diverse uno di forma quadrata e uno circolare e li sottoponiamo a compressione monoassiale troveremo che le resistenze sono diverse.
Questo perché, anche se nella teoria delle scienze delle costruzioni dovremmo avere la rottura omogenea della sezione (una sorta di esplosione del calcestruzzo), nella pratica il provino si rompe con forma doppiamente conica rovescia questa differenza è dovuta dall'effetto di confinamento che esercitano le due piastre di contatto del macchinario di prova. Quindi non riusciamo a realizzare una vera prova monoassiale bensì triassiale e quindi la resistenza a compressione del calcestruzzo è ampliata dall'effetto befenico del confinamento.
Essendo la superficie di contatto nel provino cubico maggiore, maggiore è la forza che devo esercitare per romperlo in confronto ad un provino cilindrico.
prova a compressione monoassiale




Per capire questo effetto che migliora resistenza la compressione basta provare a schiacciare della terra (o qualunque altra cosa) e provare a schiacciarla nuovamente dopo averla inserita in un barattolo. Nei calcoli delle strutture viene sempre utilizzata la Resistenza cilindrica fck però è facilmente intuibile che è molto più semplice realizzare dei provini cubici; quindi tener conto di questo effetto la resistenza caratteristica cilindrica viene ottenuta moltiplicando quella cubica per un fattore di 0,83.  La normativa (cap 4.1 NTC 08) individua le Classi di resistenza del calcestruzzo con una denominazione normalizzata es. C25/30 dove C sta per concrete (cemento), il primo numero individua il valore caratteristico di resistenza cilindrica a compressione monoassiale fck mentre il secondo identifica quella cubica Rck. Le Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 però, al paragrafo 11.2.10.1,  riportano questa formula:

fck=0,83Rck

Per curiosità ho creato questa tabella:


Classe
Rck
fck
0,83Rck
Diff %
C8/10 10 8 8,30        3,75%
C12/15  15 12 12,45        3,75%
C16/20  20 16 16,60        3,75
C20/25  25 20 20,75        3,75%
C25/30  30 25 24,90       -0,40%
C28/35  35 28 29,05         3,75%
C32/40  32 40 33,20         3,75%
C35/45  45 35 37,35         6,71%
C40/50  50 40 41,50         3,75%
C45/55  55 45 45,65         1,44%
C50/60  60 50 49,80        -0,40%

La differenza non è forte ma c'è e trovo drammaticamente buffo che si cerchi di spaccare il capello in 4 con i calcoli e la modellazione della struttura per poi perdersi in dubbi del genere. Ma allora qual è la resistenza caratteristica a compressione del calcestruzzo da utilizzate? Io, forte di quello che dicono la scienza delle costruzioni e le prove sperimentali, direi subito 0,83Rck ma temo che a "rigore" la mia risposta non sia proprio sbagliata ma forse la "meno giusta". Bisogna progettare seguendo la scienza o seguendo le norme? Siamo tecnici o siamo burocrati? Comincio a temere la risposta e, visto che siamo in periodo Mondiali, concludo così:

Normativa vs Scienze delle Costruzioni 1-0,  (gol realizzato in sospetta posizione di fuorigioco.)

"L'Italia è un paese a norma" Prof.Ing. N.Gucci

Leggi anche: Quale valore di fck utilizzare, un'autorevole opinione.

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