La torre pendente di Pisa

Pisa vanta una bellissima piazza (e credetemi, essendo lucchese dirlo mi costa e non poco!), è circondata dalla cattedrale, dal battistero e dalla famosa torre pendente, completamente rivestita da marmo bianco nel tipico stile romanico pisano.
Come non ricordare che Galileo Galilei, prima studente e poi professore all'università di Pisa dimostrò che la velocità di due corpi che cadono per l'azione della gravità è indipendente dal loro peso. Lo dimostrò facendo cadere delle palle di legno e di ferro dalla cima della torre che a quei tempi era già inclinata verso sud con un fuori piombo della sommità di circa 4,5 metri.



La torre non è mai stata dritta, iniziata nel 1174 da Bonanno Pisano cominciò fin dall'inizio dei lavori ad inclinarsi verso nord a causa delle condizioni instabili del terreno, come dimostrano i tagli inclinati dei blocchi di pietra della struttura interna ed i corsi di malta a forma di cuneo utilizzati nel tentativo di raddrizzare la parte superiore. Il verso di inclinazione cambiò velocemente: la torre iniziò a pendere verso sud e continua a farlo tutt'oggi.

La struttura
La struttura della torre è formata da un cilindro esterno di pesanti blocchi di pietra, uno interno di pietra porosa più leggera con un riempimento di frammenti lapidei e malta. Una scala che sale in senso orario e che porta alla sommità della torre con delle aperture sulle sei balconate. L'esterno della struttura è diviso in otto segmenti: un solido basamento, sei balconate ornate con aperture ad arco ed una cella campanaria che serviva come posizione di vedetta. La torre è alta circa 60 metri.

Il terreno
Il terreno sotto la torre è caraterizzato da varie stratificazioni: il primo strato, di circa 10 metri, è fatta di stratificazioni miste di argilla comprimibile e sabbia, tra i 10 e 21 metri di profondità abbiamo in successione argilla comprimibile, argilla dura, sabia e di nuovo argilla. Infine abbiamo uno spessore di sabbia satura d'acqua di 20 metri.


I lavori
Nel 1174, quando si era quasi raggiunta la sommità della terza terrazza i lavori furono sospesi, molto probabilmente a causa del continuo stato di guerra di Pisa. Non si riprese fino a 98 anni dopo, nel 1272, quandò si arrivò alla copertura della sesta banconata. Nel tentativo di contrstare l'inclinazione della prima costruzione, inclinata verso sud di circa 0,35 metri, il resto della torre fu costruito con una leggera inclinazione verso nord rispetto alla porzione già costruita, una differenza che è evidente anche ad occhio nudo. Ma la torre continuò ad inclinarso sempre di più verso sud. Infine, venne aggiunta anche la cella campanaria tra il 1360 e il 1370. Se non fosse stato per la lunga interruzione dei lavori, dovuta alla guerra, che ha permesso il lento consolidamento dell'argilla per mezzo del peso di torre costruito (quasi 6000t), la torre sarebbe stata completata in circa 15 anni... e sarebbe crollata!
Fortunatamente, in quel secolo di guerra, i pisani riuscirono solo a sistemare il rivestimento di marmo, cabiare quattro colonne di balconata e costruire una piattaforma sopraelevata di mattoni per facilitare l'accesso alla torre e fermare l'acqua superficiale che percolava nel terreno.

La torre adesso
Nel 1990 lo spostamento in sommita era di 2,97 metri, l'inclinazione di 5 gradi e 21 minuti e l'assestamento delle fondazioni di 2,5 metri. Per la prima volta negli ultimi 10 anni la torre di pisa si è raddrizzata di 28 mm. È accaduto in modo autonomo dopo la cura del «Dottore», alias Michele Jamiolkowski, già ordinario di geotecnica al Politecnico di Torino.  Negli anni Novanta un sistema di contrappesi e microgallerie realizzate sotto il prato di piazza dei Miracoli scongiurarono il collasso del monumento e lo raddrizzarono di 50 centimetri. Poi, nel 2001, i contrappesi furono tolti, i microcanali riempiti e sostituiti da una rete di sensori capaci di percepire il minimo movimento. Con la speranza che la pendenza si fosse fermata. Oggi, dopo quasi dieci anni, si può dire con scientifica esattezza che la Torre non solo si è fermata, ma continua a raddrizzarsi. 

Il futuro della torre
Secondo Michele Jamiolkowski il raddrizzamento della Torre entro tre anni cesserà, ma altri ingegneri e scienziati ritengono che lo stop definitivo sia più vicino. «Adesso stiamo lavorando agli scenari futuri», dice il professor Luca Sanpaolesi uno dei tre saggi (insieme al direttore della Normale Salvatore Settis e al professor Carlo Vigiani della Federico II di Napoli) che sorvegliano la Torre. «Studiamo quale sarà l’evoluzione statica del monumento». Le possibilità, infatti, potrebbero essere almeno tre: un ulteriore periodo di impercettibile raddrizzamento, una stabilizzazione più o meno temporanea e un ritorno alla pendenza. Senza alcun pericolo, ovviamente. «Con la nostra cura, per almeno trecento anni il campanile non avrà problemi», aveva annunciato a fine lavori Jamiolkowski.

Una curiosità
Nel 1935 fu inniettata malta nelle fondazioni originali fatte con muratura a secco con il risultato di aumentare improvvisamente l'inclinazione della torre di 33 secondi di grado!

Riferimenti:
"Perche gli edifici cadono"  M.Salvadori



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