Apertura di vani in muratura portante - Parte 2: la verifica della rigidezza

Ciao a tutti, nella prima parte dell'articolo abbiamo parlato in generale di cosa è possibile fare o meno e quali siano le prescrizioni quando si vuole realizzare una nuova apertura su muratura portante.

In questa seconda parte, una volta definita l'apertura da realizzare andiamo a vedere le verifiche che dobbiamo effettuare al fine di inquadrare l'intervento come Intervento locale e come dimensionare gli eventuali interventi di ripristino della rigidezza della muratura.

Le verifiche

La normativa, al fine di inquadrare l'intervento come locale ci chiede che:

"[...] non siano prodotte sostanziali modifiche al comportamento delle altre parti e della struttura nel suo insieme e che gli interventi comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti."


quindi i nostri calcoli e le nostre verifiche dovranno dimostrare che:

  • che la rigidezza dell’elemento variato (parete) non cambi significativamente rispetto allo stato preesistente (± 15%);
  • che la resistenza e la capacità di deformazione, anche in campo plastico, non peggiorino ai fini del comportamento rispetto alle azioni orizzontali. il taglio ultimo della parete e lo spostamento ultimo dovranno essere superiori ai valori dello stato iniziale.
Per effettuare queste verifiche dovremmo costruire la curva di capacità della parete dove interveniamo prima e dopo l'intervento (in pratica è un analisi non lineare).

La valutazione della rigidezza

La prima verifica da fare è quella sulle rigidezze prima e dopo l'intervento, per come calcolare la rigidezza dei singoli maschi murari si rimanda a questo articolo La rigidezza di un maschio murario

Allo stato attuale la rigidezza della parete sarà data dalla somma delle rigidezze dei singoli maschi murari che ne fanno parte:

Kin = K1 + K2 +... + Kn

Allo stato modificato si calcola la rigidezza complessiva dell'intera parete allo stato finale, come somma delle rigidezze dei singolo setti, tenuto conto di eventuali interventi di consolidamento della muratura (iniezioni di malta, lastre di placcaggio ecc.) ed eventuale presenza di  cerchiature mediante telai metallici o in cemento armato:

Kfin = Kmod + KT

Dove:
  • Kmod = K1 + K2 +... + K(somma delle rigidezze dei setti allo stato modificato)
  • KT = 12•E•∑Ji/h^3 (rigidezza totale dei telai)
  • E = modulo elastico del materiale costituente i piedritti dei telai;
  • ∑Ji = somma dei momenti d'inerzia di tutti i piedritti del telaio;
  • h = altezza deformabile dei piedritti.
Affinché la verifica sulla rigidezza sia soddisfatta dovrò andare a verificare che la variazione di rigidezze tra il prima e il dopo intervento sia minore del 15% così come indicato dalle linee guida della Regione Toscana:


0.85 • Kin < Kfin <1.15 • Kin




Nella terza e ultima parte dell'articolo dedicato sull'apertura vani su muratura portante andremo a vedere come calcolare lo spostamento e il taglio ultimo dei singoli maschi e delle pareti nel loro insieme.

A presto, Braian.


continua a leggere la terza parte dell'articolo: la costruzione della curva di capacità.




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